International Centre for Theoretical Physics di Trieste
Su una collina affacciata sul Castello di Miramare sorge l’ICPT, International Centre for Theoretical Physics, fondato dal premio Nobel per la Fisica Abdus Salam. Questo centro di ricerca entra a far parte della storia e del tessuto culturale triestino a partire dal 1964, portando in città un nuovo afflusso di attività e ingegno. Nel giro di pochi anni, è diventato il quartier generale mondiale della scienza per i Paesi in via di sviluppo. A un secolo dalla nascita del suo fondatore, Trieste lo ricorda con eventi dedicati alla sua vita e alla sua eredità.
La storia dell’International Centre for Theoretical Physics
Negli anni Sessanta, Abdus Salam aveva già alle spalle una carriera scientifica di primo piano quando si trovò a fare i conti con una realtà difficile da ignorare: i ricercatori dei Paesi in via di sviluppo venivano formati in Occidente e non tornavano a casa. Non perché non volessero, ma perché tornare significava rinunciare non solo a una qualità della vita migliore, ma soprattutto all’accesso ai laboratori, ai finanziamenti, alle riviste, ai riconoscimenti, ai colleghi e ai congressi. Il rischio era che, una volta rientrati in patria, fosse quasi impossibile restare coinvolti nelle attività scientifiche dei posti in cui si erano formati.
Salam lo sapeva per esperienza diretta: nato a Jhang nel 1926 (un secolo fa), aveva lasciato il Pakistan dopo il dottorato a Cambridge perché fare ricerca di frontiera nel suo Paese era semplicemente impossibile. Capì che la soluzione era costruire un luogo nel mondo dove i “cervelli in fuga” potessero tornare senza perdere nulla. Fu così che, il 18 giugno 1964, insieme al fisico triestino Paolo Budinich, pose la prima pietra del campus dell’ICTP, in località Grignano. I due scienziati ottennero il sostegno del governo italiano, dell’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) e dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica; scelsero Trieste per la sua consolidata tradizione scientifica, il suo ruolo di ponte tra Est e Ovest, e la disponibilità dell’università a collaborare con il nuovo centro.
Il campus sulla collina di Miramare
Il campus dell’ICTP si trova a Grignano, lungo la Strada Costiera, a circa dieci chilometri dal centro di Trieste. Dal lato costiero, il Castello di Miramare è visibile a pochi passi, mentre verso l’entroterra gli edifici del centro si sviluppano tra laboratori, aule, una biblioteca e la Adriatico Guest House, dove i ricercatori in visita risiedono durante i programmi.
Come visitare l’ICPT
Per raggiungerlo dal centro città si prende l’autobus numero 6 dalla stazione ferroviaria, oppure il 36. Il tragitto dura circa venti minuti lungo la costa. L’accesso al campus per i visitatori non specialisti è possibile su prenotazione (ingresso libero), da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 16.30, per gruppi organizzati e istituti scolastici: le visite includono presentazioni di ricercatori e un tour dello SciFabLab e della biblioteca Marie Curie, che raccoglie circa 70.000 volumi e oltre 3.000 periodici scientifici. Per il pubblico generico, l’occasione migliore è seguire il calendario degli eventi aperti sul sito ictp.it, tra cui la Maker Faire Trieste, che si tiene ogni anno in primavera al campus.
Chi vuole semplicemente vedere il luogo dall’esterno può farlo liberamente: la Strada Costiera è percorribile a piedi o in bicicletta, e il panorama tra il campus e il Castello di Miramare è tra i più riconoscibili di Trieste.
140.000 scienziati in sessant’anni
Dal 1964 a oggi, l’ICTP ha accolto oltre 140.000 ricercatori da 144 Paesi. Ogni anno organizza più di 60 eventi tra congressi, scuole e workshop internazionali. I partecipanti arrivano soprattutto dall’Africa subsahariana, dall’Asia meridionale e dall’America Latina.
Il modello funziona attraverso borse di studio, programmi residenziali e un sistema di “associati” che consente ai ricercatori di tornare periodicamente al campus anche dopo il termine di un programma. L’obiettivo non è formare persone perché rimangano a Trieste, ma perché possano tornare in patria con gli strumenti per lavorare al meglio e mantenere una rete di supporto internazionale. Nel 2024, il 65% dei partecipanti alle attività dell’ICTP proveniva da Paesi in via di sviluppo o tra i meno sviluppati al mondo.
Il Nobel per la fisica che riscriveva le leggi dell’universo
Nel 1979, mentre era già direttore dell’ICTP da quindici anni, Abdus Salam ricevette il premio Nobel per la fisica, condiviso con gli statunitensi Sheldon Glashow e Steven Weinberg, per la teoria sull’interazione elettrodebole, una delle strutture portanti della fisica moderna.
La quota in denaro del Nobel, Salam la destinò interamente a borse di studio per fisici provenienti dai Paesi in via di sviluppo, per permettere loro di accedere a programmi di formazione e ricerca internazionali. Era, in fondo, la stessa logica che aveva guidato la costruzione dell’ICTP: creare condizioni perché le persone potessero lavorare ad alti livelli ovunque nel mondo.
Salam rimase direttore del centro fino al 1993 e morì nel 1996. Oggi il centro porta il suo nome.
Il centenario: un anno di eventi a Trieste
Il 2026 è l’anno del centenario dalla nascita di Abdus Salam, e la città lo celebra con un programma di eventi aperti alla città. Tra questi, il più insolito è uno spettacolo teatrale “Il processo ad Abdus Salam”, in scena al Teatro Miela il 4 giugno 2026, che mette in scena le ultime ore di vita del fisico, intrecciando la sua parabola scientifica con le contraddizioni della sua storia personale. Un modo diverso, e più diretto di molti convegni, per avvicinarsi a una figura che Trieste conosce ancora meno di quanto meriterebbe.
Il riconoscimento UNESCO per il polo scientifico triestino
Nel corso dei decenni, attorno all’ICPT è cresciuto un intero polo scientifico che oggi rende Trieste una delle città europee con la più alta concentrazione di ricercatori pro capite. Tre istituzioni nacquero nell’orbita del centro, portando in città nuova linfa al dinamismo tecnologico e al fermento culturale che già la caratterizzavano:
- la SISSA, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, aprì i battenti nel 1978, direttamente collegata alle attività di ricerca dell’hub;
- il TWAS (The World Academy of Sciences), istituzione dedicata all’avanzamento scientifico nei Paesi in via di sviluppo, fu fondata dallo stesso Salam nel 1983, sempre a Trieste. All’inaugurazione ufficiale del 1985 fu presente anche il Segretario generale dell’ONU;
- l’AREA Science Park completò il quadro come infrastruttura per la ricerca applicata e il trasferimento tecnologico.
L’UNESCO ha classificato l’ICTP come istituto di categoria 1, il riconoscimento più alto che esiste per un centro scientifico internazionale, facendo così rientrare nel proprio programma per il settore delle scienze naturali le ricerche e i corsi che lì si svolgono, con piena autonomia operativa.
È anche grazie a eccellenze come questa che Trieste è oggi una meta sorprendente, dove la scienza globale si mescola all’arte e puoi ritrovarti a sorseggiare un caffè negli stessi locali frequentati da Joyce, circondato dal fermento di una città proiettata nel futuro.
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Immagine di copertina: www.ictp.it (ultima visita 14/05/2026)







